Programmazione di mostre temporanee per il 2019

Finalborgo Oratorio dei Disciplinanti, Piazza. S. Caterina

Un nuovo anno per una nuova identità.

La programmazione di mostre temporanee per il 2019 prevede eventi espositivi temporanei nell’ambito delle arti visive moderne e contemporanee che possano contribuire alla valorizzazione qualitativa del contenitore culturale Oratorio Dè Disciplinanti nel Complesso di S.Caterina in Finalborgo.

La vitalità e lo sviluppo di un contenitore culturale e la sua incidenza culturale e turistica sul territorio di riferimento sono strettamente legati alla possibilità di organizzare eventi, in particolare mostre temporanee, capaci di stimolare e rinnovare periodicamente l’interesse dei potenziali visitatori e sollecitare flussi di nuovi utenti. Necessario presupposto per assolvere a questa essenziale funzione è la disponibilità di locali appositamente attrezzati per ospitare mostre temporanee. Sotto questo punto di vista il complesso dell’Oratorio Dè Disciplinanti può vantare una situazione adeguata: grazie a recenti lavori di restauro e alla realizzazione di un progetto di allestimento duttile e flessibile, i vasti e luminosi spazi dei tre piani sono attrezzati per accogliere esposizioni temporanee di eccellenza.

La prospettiva è la proposizione di un programma annuale coordinato ed esclusivo per quattro/cinque eventi espositivi di qualità per creare un ponte tra il territorio ligure, storicamente pregno di contenuti artistici e il panorama nazionale e internazionale, accogliendo diverse discipline espressive che potranno variare dalla scultura alla pittura, dalla fotografia alla ceramica.

 

Una prima programmazione prevede lo svolgimento di quattro mostre da distribuirsi lungo l’anno 2019 a partire dal mese di gennaio, di seguito sintetizzata:

 

 

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Bruno MUNARI in collaborazione con Casaperlarte fondazione paolo minoli

Mostra personale

Un maestro indiscusso dell’astrazione italiana, Bruno MUNARI. La mostra personale dedicata al poliedrico artista milanese offrirà al pubblico una campionatura dei principali periodi della sua attività evidenziando il particolarissimo metodo progettuale, vero denominatore comune della sua multiforme attività. L’esposizione sottolinea alcuni aspetti peculiari dell'opera di Munari, tra cui il rapporto con il mondo della didattica e la sua collaborazione praticamente ininterrotta con molte delle riviste italiane dedicate al progetto, alla comunicazione e all'arte. Il percorso espositivo, mette in relazione settori disciplinari diversi, che per Munari rappresentano fasi distinte di un'unica attività progettuale.

 

 

 

 

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Bart HERREMAN – Marcello CAMPORA

L’irreale incontra il reale

Mostra bi-personale

Bart Herreman, belga di origine ma milanese d’adozione, inizia la sua carriera fotografica alla fine degli anni Sessanta: moda, reportage, arredamento, architettura e still life rappresentano per anni i suoi ambiti di ripresa. Con l’avvento della fotografia digitale la sua ricerca artistica si concentra su un mondo di fantasia e di ascendenza surrealista: luoghi improbabili e momenti quotidiani sono frequentati da personaggi curiosi, oggetti inusuali e animali esotici.

Bart Herreman, con le sue fotografie colme di straordinaria capacità realizzativa, ci svela il suo mondo immaginario fatto di convivenze impossibili, uomini sbigottiti e animali disinvolti, stimolando o, meglio, facendo riemergere dall’“io” di chi guarda l’irreale realtà, di stimolare l’immaginazione sopita: una sorta di viaggio infinito senza limiti di tempo e luoghi. In ogni composizione c’è sempre qualcosa di sorprendente, di artificioso e nello stesso tempo di rivelatore. Ogni sua opera ha la capacità di rappresentare i sogni, le visioni e le fantasie di chi la osserva.

Marcello Campora è nato a Savona nel 1965.

Architetto, ha iniziato a fotografare sin da bambino ma una maggior consapevolezza è raggiunta a partire dagli anni Novanta. E’ in quegli anni che inizia a frequentare lo studio di Fulvio Rosso, professionista di rara sensibilità.

Negli ultimi anni si sono succedute differenti occasioni espositive che hanno fatto conoscere al pubblico il suo percorso di ricerca.

Il suo lavoro coglie l’essenza della vita reale sottolineando con immagini, a volte di cronaca altre volte di autentica poesia, la grande umanità, i valori, l’essenza del bene, di un mondo parallelo che la generalizzata indifferenza non è oggi in grado di cogliere, individuare, capire.

 

 

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Attilio ANTIBO in collaborazione con l’associazione AttilioANTIBO.

Mostra personale

È ipotizzabile la realizzazione di una mostra antologica, con le opere più significative della produzione dell’artista, tenendo presente il valore procedurale e concettuale delle opere.

Attilio Antibo (Savona, 1930 – 2009) figura di eccellenza della scultura e dell’arte contemporanea nazionale, è protagonista di un percorso espressivo più che quarantennale. Dopo l'esordio nel clima di superamento dell'informale, Antibo, con particolare predilezione alla pratica ceramica, matura un'idea di scultura in cui ridefinizione della primitività del materiale, ruolo specifico delle terre e conoscenza delle tecniche realizzative costituiscono gli assunti su cui fondare il proprio percorso espressivo.

 

Associazione AttilioANTIBO

Nata con il duplice scopo di valorizzare e promuovere l’opera dell’Artista attraverso studi e indagini (a livello nazionale e internazionale), assumendo ogni altra iniziativa, compresa l’organizzazione di mostre e convegni, in coerenza con gli obiettivi statutari, l’Associazione provvede alla conservazione del materiale d'archivio, della biblioteca e di tutto il materiale stampa relativo all'opera artistica e alla biografia di Attilio Antibo.

L’Associazione ha allestito nei locali di via Luigi Cherubini 2/4 in Savona una esposizione permanente delle opere del Maestro.

Gli interessati hanno la possibilità di visitare la sede dell’Associazione previo appuntamento telefonico con gli organi di gestione.

 

 

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SEGNO, LINEA E SPAZIO: Sol Lewitt - Piero Dorazio - Paolo Minoli - Paolo Iacchetti - Lorenzo Taini

Mostra collettiva

Cinque artisti afferenti all’arte aniconica sono riuniti dal curatore per una inedita lettura dei loro esiti espressivi, secondo elementi sintattici e intellettuali che possono essere messi a fattor comune in modo nuovo e originale. Maestri storicizzati e artisti viventi di diverse generazioni ci richiamano, nel reciproco dialogo, a riflessioni sulla fattualità dell’opera, sulla materia che si fa forma attraverso la mediazione dell’artista e la concretezza anche fisica dell’opera stessa, la sua capacità di durare oltre l’intuizione originaria. La mostra non vuole essere una vetrina votata alla conferma quanto una costante interrogazione sulle possibilità dell’atto creativo, all’analisi della sua identità, al gioco dialettico dell’esperienza e del sapere.

 

 

Il curatore delle mostre è RICCARDO ZELATORE (Genova, 1964).

Laureato in ingegneria elettronica, dal 1994 vive a Savona. Appassionato collezionista e studioso di ceramiche artistiche e artigianali, antiche e moderne, è autore di alcune pubblicazioni sull’argomento.

Curatore di mostre, organizza esposizioni in gallerie e pubbliche istituzioni in Italia e all’estero. Scrive d’arte pubblicando cataloghi tematici e monografie.

Dal 2004 supervisiona i programmi espositivi di Balestrini centro cultura arte contemporanea. Dal 2007 al 2010 è stato direttore artistico di Annotazioni d’arte, Milano.

Dal 2007 ha coordinato il programma mostre di Terre d’Arte in Torino.

Dal 2011al 2014 ha ricoperto l’incarico di Direttore della Fondazione Zappettini per l’arte contemporanea, Milano e Chiavari.

Dal 2012 è coordinatore generale dell’Associazione Culturale Attilio ANTIBO.

Dal 2014 è membro del CdA della Fondazione Bozzano Giorgis in Varazze, di CASAPERLARTE Fondazione Paolo Minoli in Cantù e dal 2015 della Fondazione Giuseppe Mazzotti 1903 in Albissola Marina.