Un Libro Per L'estate: Pino Corrias, Renato Mannheimer e Giorgio Pacifici e alla Fortezza di Castelfranco Oliviero Toscani

Giovedi’ 9 Agosto, ore 21,15 Piazzale Buraggi, Pino Corrias Presenta La Nostra Incantevole Italia. Da Portella Della Ginestra Alla Villa Di Grillo, Da Sanremo A Lampedusa, Passando Per Arcore E Dagospia: I Luoghi Che Hanno Cambiato La Nostra Storia - Chiare Lettere Edizioni Con Caterina Malavenda

Ci sono luoghi rimasti nella nostra memoria collettiva che hanno marchiato la storia di questo paese e quella di ciascuno di noi. Eventi a cavallo di più generazioni che, in una combinazione di tragedia e commedia, misteri e svelamenti, restituiscono il senso di quello che eravamo, che siamo, che saremo. Settant’anni di storia italiana da ritrovare e raccontare, coniugando cronaca e politica, per svelare aspetti ancora sconosciuti o troppo volutamente ignorati. La villa di Arcore, quella di Gelli e quella di Grillo raccontate da loro stessi, Ostia e l’ultima cena di Pasolini nella ricostruzione di Ninetto Davoli, Capaci e la cattura di Riina ricostruiti dal capitano Ultimo, i morti di Lampedusa nella testimonianza dei pescatori... Tutto si tiene, ciascuna storia ha un suo luogo e ha a che fare con il sangue, le miserie e i sentimenti della nostra vita, dalla mafia del bandito Giuliano (la strage di Portella della Ginestra) a quella di Provenzano (la strage di Capaci), i depistaggi di piazza Fontana, insieme ai drammi di Cogne, di Vermicino, del Vajont, dell’Aquila, ai rimpianti del Lingotto e del lavoro che fu, e all’eterno rito del teatro Ariston di Sanremo.
Pino Corrias è giornalista e scrittore.
È stato inviato speciale del quotidiano «La Stampa», e collabora al «Venerdì di Repubblica», al «Fatto Quotidiano» e al settimanale «Vanity Fair». Vive e lavora a Roma.
Ha pubblicato tra l'altro: Luoghi comuni – dal Vajont a Arcore, la geografia che ha cambiato l’Italia (Rizzoli 2006), Vita agra di un anarchico (Baldini e Castoldi 1993), Colpo grosso, con Curzio Maltese e Massimo Gramellini (Baldini e Castoldi 1994), Ghiaccio Blu (Baldini e Castoldi 1999), Vicini da morire (Mondadori 2007). Il suo romanzo Dormiremo da vecchi, pubblicato da Chiarelettere nel 2015, ha vinto il premio Ultima Frontiera “Carlo Cassola” 2016 della città di Volterra.
Ha lavorato come sceneggiatore e produttore per Mediaset (Ultimo, Distretto di polizia) e Rai (Mani pulite, Ilaria Alpi - L’ultimo viaggio, La meglio gioventù, De Gasperi, Coliandro, Catturandi), di cui è anche un dirigente.

Venerdi’ 10 Agosto, Fortezza Di Castelfranco, ore 21,15 In Collaborazione Con L’associazione Culturale E20 Oliviero Toscani: Piu’ Di 50 Anni Di Magnifici Fallimenti - Proiezione di fotografie commentate dall'artista.

Con Francesco Merlo E Caterina Malavenda.
Oliviero Toscani nasce a Milano il 28 febbraio 1942. Figlio d'arte, il padre Fedele Toscani fu il primo fotoreporter del Corriere della Sera. Dal primo giocattolo ricevuto, una macchina fotografica "Rondine" della Ferrania, alla scuola frequentata (la Kunstgewerbeschule di Zurigo, dove Toscani si diploma a vent'anni con un punteggio fuori dal comune), la sua vita è segnata dalla fotografia.
Gli inizi professionali sono caratterizzati da alcuni reportage che mettono sapientemente in luce alcune caratteristiche peculiari della sua generazione attraverso il ritratto di personaggi, comportamenti e mode del momento. Sono gli anni dei capelli lunghi e dell'esplosione del rock, nonché del fermento che contrassegna la società civile, la stessa che partorirà al suo interno personalità come Don Milani o come, per restare nel campo dello spettacolo, Lou Reed. Toscani è comunque sempre lì, pronto con la sua macchina fotografica a rendere testimonianza degli avvenimenti, delle tendenze e dei gusti.
Il suo talento emerge con prepotenza e infatti viene subito notato da riviste di moda e di costume come Vogue, Elle e Harper's, che se lo contendono nelle loro scuderie.
Il celebre fotografo è ormai riconosciuto internazionalmente come la forza creativa di alcune tra le campagne pubblicitarie mondiali di maggior successo, tra cui si possono annoverare le campagne di Esprit, Valentino, Chanel, Fiorucci e Prenatal.
Dal 1982 al 2000 Oliviero Toscani trasforma Benetton in uno dei marchi più conosciuti a livello mondiale, offrendo alla compagnia la sua immagine istituzionale, l'identità e la strategia di comunicazione, sviluppando al tempo stesso la sua presenza sul web.
Toscani crea inoltre "Colors", il primo magazine globale al mondo, e "Fabrica", una scuola internazionale d'arte e comunicazione che realizzerà campagne originali per conto delle Nazioni Unite, Procter & Gamble e La Repubblica. Nel 1992 realizza un servizio fotografico in Somalia, nel campo profughi di Baidoa, pubblicato poi su riviste italiane, tedesche e americane.
I lavori di Toscani vengono esposti nelle Biennali di Venezia e di Sao Paolo oltre che in numerose altre importanti manifestazioni nel mondo, ottenendo diversi premi tra cui quattro "Lion d'Or" al Festival di Cannes, il Grand Prix dell'UNESCO, i Grand Prix degli Art Directors Club di New York, Tokyo e Milano e infine il "Grand Prix d'Affichage".
Oliviero Toscani è poi (1999, 2000) direttore creativo della rivista "Talk" del gruppo Miramax, per la quale sviluppa un'identità visiva totalmente nuova.
Dopo oltre trent'anni di innovazione nei campi della pubblicità, della carta stampata, della televisione e del cinema, dedicando il proprio talento creativo e comunicativo ad un altro medium: Internet.
Nel 2006 assume la direzione artistica di "MusicBox", canale interattivo della piattaforma Sky. I videoclip musicali (scelti dal pubblico da casa tramite email o sms) vengono "disturbati" da "pillole virali" create da un gruppo di creativi, sotto l'occhio attento di Toscani, il quale conduce presso la stessa emittente il (non)talk-show "Cameraoscura". Il celebre fotografo italiano vive in Toscana, dove produce vino e olio d'oliva e alleva cavalli.

 

Sabato 11 Agosto, ore 21,15 Piazzale Buraggi, Renato Mannheimer E giorgio Pacifici Presentano Italie. Sociologia Del Plurale - Editoriale Jaka Book-Conducono Benedetta Cosmi E Roberta Madruzza

Diversi fattori hanno eroso negli ultimi lustri le caratteristiche del sistema sociopolitico del nostro paese, frammentando il corpo sociale in gruppi, nuclei, sottoinsiemi che spesso hanno o quantomeno sentono di avere assai poco in comune tra loro. Il volume analizza tali fattori, come il crescente disinteresse per la politica, le elezioni e la vita di partito. Nella società attuale i giovani sentono di essere la nuova «area del disagio», in cui alla mancanza di un lavoro stabile, utile e gratificante, si somma l'assenza di una prospettiva che ridia un senso preciso alla loro esistenza. Ma alla perdita di senso del nostro «Sistema Paese» contribuisce anche la sua struttura socio-urbanistica, che il libro analizza con precisione: la «gentrificazione» dei quartieri storici; l'affievolirsi di una comune appartenenza linguistica e religiosa; la gestione dei servizi pubblici delle città che spesso non appare più in grado di soddisfare un bacino d'utenza maggiore e qualitativamente diverso da quello per il quale erano stati progettati e realizzati. A ciò si aggiunge la crisi dell'associazionismo, in cui la scarsa propensione alla partecipazione dei cittadini si traduce in finalità e modelli di gestione sempre più elitari.RENATO MANNHEIMER lavora da più di trent'anni nel campo delle ricerche e dei sondaggi d'opinione. Ha insegnato in diverse Università italiane e straniere, in Europa e negli Stati Uniti.GIORGIO PACIFICI è un sociologo dei problemi della trasformazione. Negli ultimi anni si è occupato della società dell'area indiana, oggi oggetto di un rapido processo di metamorfosi. Ha insegnato in Università europee e dell'America Latina.

 

Tutti gli incontri sono ad ingresso libero.

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